SSD – Supporto Strategico Decisionale

In un mondo in cui la responsabilità sociale e ambientale assume sempre maggiore rilevanza, il reporting di sostenibilità diventa uno strumento essenziale per le imprese che vogliono migliorare il proprio impatto sull’ambiente, sulla società e sull’economia.

 

Il Report di Sostenibilità è un documento pubblico prodotto da aziende, organizzazioni o istituzioni, che fornisce una visione dettagliata delle loro attività in relazione agli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG). In altre parole, il report di sostenibilità è uno strumento di rendicontazione non finanziaria che documenta il contributo di un’organizzazione allo sviluppo sostenibile e come si sta impegnando per affrontare le sfide globali. Grazie al reporting di sostenibilità, le aziende possono raccogliere, misurare e valutare in modo trasparente e oggettivo le performance legate alla sostenibilità delle loro attività identificando aree di miglioramento, potenziali rischi e opportunità, nonché sviluppando strategie mirate.

 

A cosa serve il Report di Sostenibilità?
Il report di sostenibilità ha diversi obiettivi e benefici, tra cui:

  • Garantire trasparenza riguardo alle proprie azioni e prestazioni sostenibili, promuovendo un maggiore livello di responsabilità verso gli stakeholder, inclusi i dipendenti, i clienti, gli investitori e la comunità.
    • Misurazione e controllo del progresso nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e identificare aree in cui è possibile migliorare.
  • Aumentare l’attrattività per gli investitori che considerano sempre di più le prestazioni ESG prima di prendere decisioni di investimento.
  • Identificare i rischi associati alle pratiche non sostenibili e mettere in atto strategie per limitarli.

 

Gli standard europei ESRS
L’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), l’ente tecnico impegnato nella definizione dei principi contabili a livello internazionale, ha recentemente rilasciato i nuovi European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che saranno le linee guida per la preparazione dei bilanci aziendali di sostenibilità nei paesi dell’Unione Europea. Il Bilancio di sostenibilità diventerà obbligatorio per una più ampia platea di soggetti e dovrà essere certificato da organismi indipendenti, acquisendo di fatto la stessa importanza del bilancio finanziario e dovrà essere pubblicato in modo integrato con quest’ultimo.


Questa direttiva coinvolgerà circa 50mila aziende in Europa e 6mila piccole e medie imprese italiane. Si tratta di una trasformazione di ampia portata, considerando che fino ad oggi soltanto 300 realtà italiane sono state soggette all’obbligo di redigere il bilancio di sostenibilità.
A partire dal 2024, il bilancio di sostenibilità diventerà quindi obbligatorio per tutte le aziende con:

  • più di 250 dipendenti;
  • fatturato superiore ai 50 milioni di euro;
  • bilancio annuo di almeno 43 milioni.

 

Le tempistiche sono così dettate:

  • Dal 1° gennaio 2024, per le grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti.
  • Dal 1° gennaio 2025, per tutte le grandi imprese che soddisfano 2 dei seguenti 3 criteri: € 20 milioni di totale dell’attivo, € 40 milioni di ricavi netti, 250 dipendenti medi annui.
  • Dal 1° gennaio 2026, per le PMI quotate in borsa.
  • Dal 1° gennaio 2028, per le società non UE che realizzano un fatturato annuo superiore a € 150 milioni nella UE e che hanno un’impresa figlia o una succursale nella UE, che si qualifica come grande impresa o PMI quotata e/o presenta un fatturato netto superiore a € 40 milioni nell’esercizio precedente.

 

Gli ESRS sono costituiti da 12 documenti che coprono diverse aree tematiche:

 

Aspetti generali:
ESRS 1: Requisiti generali
ESRS 2: Contenuti generali

 

Ambientale (E):
ESRS E1: Cambiamenti climatici
ESRS E2: Inquinamento
ESRS E3: Risorse idriche e marine
ESRS E4: Biodiversità ed ecosistemi
ESRS E5: Uso delle risorse ed economia circolare

 

Governance (G):
ESRS G1: Condotta aziendale

 

Sociale (S):
ESRS S1: Forza lavoro propria
ESRS S2: Lavoratori della catena del valore
ESRS S3: Comunità coinvolte
ESRS S4: Consumatori e utenti

 

L’utilizzo di questi standard comporterà una graduale divulgazione dei dati sull’impatto delle attività delle grandi aziende dell’UE e dei relativi rischi di sostenibilità a cui sono esposte. Ciò dovrebbe contribuire a combattere il fenomeno del greenwashing, ovvero la comunicazione di un impegno ambientale diverso da quello effettivo, adottato da imprese, organizzazioni o istituzioni politiche.