Nel luglio 2025 la Commissione Europea ha adottato una nuova raccomandazione per le PMI e le microimprese non quotate: il VSME, uno standard di rendicontazione volontaria sulla sostenibilità pensato per semplificare la vita delle imprese, favorire l’accesso al credito e armonizzare le richieste informative lungo le filiere.
Cos’è lo standard VSME e perché è importante?
Il Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs (VSME) è uno strumento tecnico e normativo che consente alle PMI non quotate di rendicontare volontariamente le proprie performance ESG (ambientali, sociali e di governance) in modo proporzionato, standardizzato e facilmente comprensibile da investitori, istituti finanziari e grandi aziende.
La proposta si inserisce nel quadro del Pacchetto SME Relief 2023 e della Strategia per il Mercato Unico 2025, con l’obiettivo di:
- rispondere alla crescente pressione informativa dovuta agli obblighi ESG delle grandi imprese;
- favorire l’accesso delle PMI a finanziamenti sostenibili;
- aumentare la competitività e la trasparenza nel mercato europeo;
- prevenire effetti a catena sproporzionati lungo le catene del valore (trickle-down effect).
Perché le PMI devono prepararsi?
Sebbene le PMI non quotate non siano soggette agli obblighi della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), il 70% delle grandi imprese europee richiede già oggi informazioni ESG alle aziende della propria filiera. In altre parole, le PMI sono spesso chiamate a rispondere a questionari ESG non uniformi, complessi e frammentari.
Il VSME rappresenta quindi una soluzione concreta per semplificare e standardizzare queste richieste, diventando uno strumento strategico per rafforzare le relazioni commerciali, rispondere efficacemente a banche e stakeholder e prepararsi a futuri obblighi normativi.
La struttura del VSME standard
Il VSME è stato sviluppato da EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) e si compone di:
1. Basic Module
Pensato come requisito minimo per le PMI e come approccio target per le microimprese, include informazioni essenziali su:
- impatti ambientali,
- condizioni sociali,
- struttura di governance,
- principali rischi ESG,
- iniziative di miglioramento.
Le microimprese possono decidere di adottare solo alcune parti del modulo base, mentre le PMI sono incoraggiate a completarlo nella sua interezza.
2. Comprehensive Module
Per chi desidera un livello di rendicontazione più approfondito. Può essere adottato solo dopo aver completato il modulo base.
3. Guida pratica
Allegata come Annex II alla Raccomandazione, include istruzioni operative e semplificazioni per facilitare l’adozione dello standard.
Vantaggi concreti per le PMI
- Accesso semplificato a finanziamenti sostenibili: banche e investitori chiedono dati ESG, e lo standard VSME facilita la fornitura di queste informazioni in formato accettato e riconosciuto.
- Risparmio di tempo e risorse: un formato unico riduce la necessità di rispondere a questionari diversi.
- Migliore posizionamento competitivo: maggiore trasparenza, maggiore affidabilità.
- Preparazione graduale alla transizione normativa: lo standard è compatibile con le future modifiche normative previste dal Regolamento Omnibus.
Qual è il ruolo del Regolamento Omnibus?
Il VSME si colloca anche nel contesto della proposta di semplificazione normativa “Omnibus”, che prevede:
- la riduzione dell’ambito di applicazione della CSRD alle sole imprese con più di 1000 dipendenti;
- l’adozione di uno standard volontario per le imprese con meno di 1000 dipendenti, basato sul VSME;
- l’estensione del “value chain cap” per limitare le richieste di dati ESG a quelle previste dal VSME stesso.
In pratica, il Regolamento Omnibus rafforza il principio di proporzionalità e tutela le PMI da carichi informativi eccessivi.
Raccomandazioni per stakeholder chiave
Per le PMI:
- Usare il VSME come strumento guida per migliorare la propria rendicontazione ESG.
- Pubblicare le informazioni raccolte secondo lo standard in forma di autodichiarazione (self-declaration), senza obbligo di certificazione esterna.
- Considerare la pubblicazione delle informazioni sul European Single Access Point (ESAP) per aumentare la visibilità agli investitori.
Per le grandi aziende e gli istituti finanziari:
- Limitare le richieste informative alle PMI ai dati previsti dallo standard VSME.
- Accettare il VSME come riferimento per la valutazione della sostenibilità dei partner di filiera.
Per gli Stati membri:
- Promuovere l’adozione del VSME attraverso campagne informative e incentivi.
- Sviluppare strumenti digitali per facilitare la raccolta automatica dei dati (es. e-invoicing).
- Fornire assistenza tecnica tramite strumenti come il Technical Support Instrument (TSI) 2025.
Conclusioni
Il VSME rappresenta un passo avanti decisivo per democratizzare la rendicontazione ESG e renderla accessibile anche alle PMI e microimprese. Si tratta di un’opportunità per migliorare trasparenza, reputazione e competitività, nel rispetto dei principi di proporzionalità e semplificazione amministrativa. In un contesto normativo sempre più esigente e competitivo, dotarsi di uno strumento di rendicontazione ESG volontaria è una scelta strategica, che prepara le PMI alle sfide del mercato sostenibile europeo.