L’anno appena trascorso ha segnato un momento di svolta nella misurazione e nell’evoluzione delle performance ESG (Environmental, Social, Governance) delle imprese. A fotografare con precisione lo scenario globale è il nuovo report del Synesgy Global Observatory, basato sull’analisi di oltre 500.000 aziende in 161 Paesi, con un volume di business aggregato pari a 10.800 miliardi di dollari. Il report, sviluppato dalla piattaforma digitale ESG Synesgy di CRIF, offre un quadro aggiornato e comparabile per comprendere i principali ESG trend globali, settoriali e geografici.
In questo articolo, analizzeremo i dati più rilevanti del report, approfondiremo le differenze tra aree geografiche e settori industriali, e rifletteremo su cosa questi trend significano per il futuro della sostenibilità d’impresa e per la strategia delle aziende italiane.
Cresce la cultura ESG: più aziende, più consapevolezza
Il primo dato chiave riguarda il crescente interesse verso l’adozione di pratiche ESG e la divulgazione strutturata dei dati non finanziari. Dal 2022 al 2024, la copertura geografica della piattaforma Synesgy è passata da 144 a 161 Paesi, raggiungendo l’83% del globo. Il numero di aziende coinvolte è salito vertiginosamente, e in particolare:
- Il 91% delle imprese analizzate sono PMI.
- Il 73% è composto da microimprese (1-10 dipendenti).
- Le aziende con fatturato superiore a 10 milioni di euro sono aumentate del 7% in un anno, raggiungendo il 52% del totale.
Questa diffusione segnala un trend inequivocabile: la sostenibilità non è più appannaggio di pochi pionieri, ma un asset strategico trasversale, ormai radicato in tutti i comparti economici.
ESG Score: una crescita costante a livello globale
Il dato più emblematico emerso dal report è la crescita dell’average ESG Score. Dal 2021 al 2024, il punteggio medio delle imprese Synesgy è passato da poco meno di “D” a sfiorare la “C” su una scala da A (massimo) a E (minimo). Una progressione costante, che riflette sia l’aumento della compliance che il miglioramento sostanziale delle pratiche ESG.
I settori più rappresentati per fatturato
- Manifattura: 35% delle revenue (18% delle aziende)
- Servizi: 10% delle revenue (30% delle aziende)
- Retail: 12% revenue e 14% imprese
- Finanza, assicurazioni e real estate: 10% revenue, 6% imprese
Focus Europa: rinnovabili e governance al centro
In Europa, l’ESG Score è cresciuto costantemente. I fattori principali sono:
- Il 49% delle aziende europee utilizza energia rinnovabile (contro una media globale del 48%).
- Gender balance: le donne rappresentano il 45% dei white collar, 37% nel management.
- Il 30% delle imprese è conforme alla ISO 14001 (environmental management).
- Il 56% ha adottato la ISO 9001 (quality management system).
Tuttavia, persistono ampi margini di crescita nella salute e sicurezza (ISO 45001, 25%), nell’antibribery (ISO 37001, 6%) e nella gestione energetica (ISO 50001, 6%).
ESG trend regionali: cosa accade nel mondo
Africa
- ESG Score in crescita
- Aumentano le certificazioni di salute e sicurezza
- Calano gli impianti da rinnovabili (solo 11%)
Asia e Australia
- Crescono rinnovabili e attenzione alla parità di genere
- Migliorano le policy contro il lavoro minorile
Nord America
- Attenzione crescente alla “S” di Social
- Buoni risultati sulla qualità (ISO 9001)
- In calo la sicurezza sul lavoro (ISO 45001)
America Latina
- ESG Score stabile dopo una forte crescita nel 2023
- Buona gender distribution, ma calo sulle rinnovabili
Medio Oriente
- ESG Score in aumento
- Cresce l’adozione delle rinnovabili e della gender equity
Il legame tra ESG e performance economica
Il Synesgy Global Observatory mostra una correlazione netta: le aziende ESG-Certified con score A o B rappresentano il 71% del fatturato complessivo, pur essendo solo il 21% del campione. Inoltre, queste aziende presentano:
- -41% di ritardo nei pagamenti
- -50% di rischio di liquidazione giudiziale
- Migliore accesso al credito e rating ESG più elevati
Questi dati rafforzano la tesi secondo cui l’adozione delle pratiche ESG non è solo una scelta valoriale, ma anche una leva di resilienza, competitività e crescita.
ESG e normative: tra semplificazione e standard globali
Nel 2025, la regolamentazione ESG è al centro del dibattito globale. In Europa, il pacchetto Omnibus introduce semplificazioni ma solleva dubbi sul rischio di allentare l’ambizione normativa. Il mondo della finanza, le imprese e gli stakeholder chiedono dati affidabili e armonizzati. Negli altri continenti:
- USA: la SEC ha sospeso la difesa delle regole sul climate disclosure (marzo 2025), ma alcuni Stati come la California si muovono autonomamente.
- Canada: lavora per integrare il reporting climatico nelle disclosure finanziarie.
- Asia: molti paesi si allineano agli standard ISSB (International Sustainability Standards Board).
- India: semplifica il reporting con il framework BRSR.
In Europa, continua il lavoro di armonizzazione tra EFRAG e CDP per costruire standard interoperabili e coerenti con il mercato globale.
Conclusioni: la sostenibilità è un vantaggio competitivo
I dati del Synesgy Global Observatory parlano chiaro. Le imprese più impegnate in pratiche ESG:
- Hanno performance economiche migliori
- Sono più attrattive per gli investitori
- Gestiscono meglio i rischi
- Costruiscono filiere più robuste e responsabili
Nel mondo della rendicontazione non finanziaria, l’ESG score è sempre più un linguaggio comune tra imprese, banche e stakeholder.
La direzione è tracciata: chi investe oggi in sostenibilità, costruisce valore per il futuro.
Come SSD supporta le imprese nella transizione ESG
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